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I Vecchietti

marzo 30, 2016
Racconto OWO a puntate. (OWO è acronimo di fantasia per Odd Weird Ominous)

Epifania

Aveva finito di riporre le decorazioni natalizie. L’aria fuori era quella tipica del gennaio laziale, fredda seppure non ancora rigida, tuttavia, in casa, il tepore emanato del pavimento radiante rendeva piacevole l’ambiente. Era stanco e assonnato. Sorbì quasi tutto d’un sorso un bicchiere d’acqua  prima di spegnere le luci per la notte ed andare a dormire. Dentro di se era compiaciuto per aver finalmente goduto, nelle feste appena trascorse, del soggiorno in quella casa che gli era costata tanto lavoro e fatica ma che cominciava a prendere forma. Si avviò quasi ad occhi già socchiusi verso la scala che conduceva alla zona letto al piano superiore. Con la coda dell’occhio, quasi inconsciamente, percepì qualcosa di strano che inizialmente non mise a fuoco chiaramente ma che bastò a metterlo in allarme. Troppo stanco per soffermarvicisi, archiviò mentalmente la cosa e proseguì verso la camera da letto.

La Casa

Il progetto della casa aveva preso una piega ambiziosa. In corso di realizzazione, la congiuntura economica aveva via via reso sempre più faticoso sostenerne le spese. Per questo, non appena concluse le opere maggiori, aveva liquidato l’impresa di costruzione ed aveva deciso di proseguire la realizzazione col solo aiuto di un operaio tuttofare. In questo modo, dopo due anni di fine settimana, festività e vacanze interamente dedicate al progetto, pur non avendo concluso del tutto i lavori, era finalmente arrivato almeno a poter chiamare il resto della famiglia, composta da moglie, due figli e un cane, a trascorrere nella grande dimora le festività natalizie.Non sempre confortato da una reale comprensione di quanto lavoro di progetto e di realizzazione ci fosse dietro ogni singola cosa, di quanto fosse stato folle ed entusiasmante improvvisarsi carpentiere, muratore, piastrellista, idraulico, elettricista, giardiniere, aveva però incassato una sostanziale approvazione testimoniata dal fatto che la moglie si era lanciata in una serie di inviti nei quali a sua volta descriveva agli amici quanto lavoro c’era voluto per arrivare a quel punto.

Il vecchietto

La strada che conduceva alla casa era una traversa isolata e chiusa. Per questo, non era percorsa usualmente se non dai pochi abitanti del posto, dai loro visitatori e da qualche raro passante curioso o perdutosi. Non poté quindi fare a meno di notare un vecchietto che ripetutamente percorreva la strada senza andare in alcuna delle abitazioni che vi si affacciavano. Si limitava a camminare fermandosi ogni tanto, ora ad un cancello, ora ad osservare una siepe fiorita.  Pareva innocuo e perbene e pertanto non se ne preoccupò più di tanto. La faccenda andò avanti per qualche giorno, sempre allo stesso modo salvo la comparsa nelle mani dell’omino di un blocco notes sul quale, di tanto in tanto, con una matitina del tipo di quelle a disposizione da IKEA,  traciava un segno di spunta.