Chilometri zero

Strisce di pelle di caribù, masticate per la concia da donne, con denti consunti, già vecchie a trent’anni.
Cascate e precipizi sulle Ande. Anaconde che scivolano silenziose fra le acque di fiumi oleosi di vegetazione.
Sabbie dorate e sconfinate di un deserto, serpenti e scorpioni,nascosti sotto le pietre, pronti a scattare con le loro armi avvelenate.
Guerrieri Sikh con i loro lacci per strangolare e i loro kriss dalla lama ondulata che infliggono ferite che non si rimarginano.
Squali come fredde e implacabili macchine di morte, pronti a infierire su chi invade il loro territorio: l’intero oceano.
I riti sanguinari del popolo dalle piume arcobaleno sulle gradinate delle piramidi di Tenochitlàn.
Tutto questo, ed altro ancora, so senza averlo visto.
Nei libri, prima ancora che nei documentari, ho imbevuto i miei ricordi e ora é come se avessi vissuto tutte quelle cose.
Poco importa se non sono mai stato sulle Ande, nel deserto o sul Pack: quelle cose sono ormai dentro di me, attraverso le parole di chi le ha vissute o, addirittura, di chi, come me, le ha solo sognate o immaginate.
E cosí, anche i bastioni di Orione diventano miei.

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