I data center diventano adulti

L’adolescenza segna la conquista di una nuova autonomia per gli esseri umani.

Certo, i giovani hanno imparato tante cose nel corso dei loro primi anni di vita, ma con l’adolescenza cominciano a non dipendere più dai genitori e si affrancano dal dover essere sempre portati per mano: cominciano a non condividere tutti i week end con i genitori, formano le proprie personali opinioni sulla società, sulla politica, sull’amore ecc.

In altre parole, diventano adulti.

La chiave di questa trasformazione è la conquista di una sempre maggiore indipendenza e autonomia.

Nei datacenter sta succedendo lo stesso.

Essi sono in grado di fare una enormità di cose a supporto del business ma la loro stessa esistenza è stata finora condizionata da una serie di decisioni e di operazioni manuali che implicavano una elevata dipendenza dall’intervento di chi ne doveva avere cura.

Con la nuova ondata di automazione, supportata anche dall’avvento prepotente della virtualizzazione, l’esperienza del’uomo di trasferisce finalmente ai computer che diventano in grado di operare in modo sempre più autonomo e coerente a fronte delle diverse e mutevoli esigenze operative.

Finora l’automazione era confinata a semplici e ripetitive operazioni impostabili secondo schemi prestabiliti negli strumenti di schedulazione.

Oggi siamo in grado di affiancare a tali schemi semplici la possibilità di creare ed eseguire carichi di lavoro in modo dinamico e legato a diversi eventi estemporanei che partano sia dalle condizioni operative sia direttamente dal business. Siamo in grado di definire, eseguire e tracciare processi sempre più complessi che comportano decisioni su come far cooperare diversi servizi elementari pre esistenti, emulando quanto doveva finora essere interpolato da operazioni e decisioni umane. Possiamo infine operare sull’intero datacenter in modo da eseguire, in modo automatico e secondo le politiche di gestione desiderate, tutte le operazioni di aggiustamento della potenza elaborativa secondo le esigenze operative, creando nuove macchine virtuali che supportino i carichi di lavoro dinamici, eliminando quelle ormai inutilizzate, regolando il numero di server virtuali e fisici attivi in funzione delle reali esigenze di elaborazione e in modo da tenere sempre al minimo i consumi energetici.

Tutte le funzioni di automazione (IT Process Automation, Workload Automation, Datacenter Automation), sono oggi in grado di cooperare l’una con l’altra e, ad esempio, il monitoraggio delle prestazioni a fronte di carichi di lavoro dinamici può innescare in modo automatico la creazione di nuova potenza elaborativa mediante i servizi di provisioning automatico e sfruttando processi predefiniti che facciano da collante alle operazioni dei diversi struemnti di rilevazione, esecuzione e tracciamento coinvolti.

Si sollevano così gli operatori da tutte le operazioni esecutive consentendo loro di concentrarsi su quelle ben più importanti di verifica e di definizione delle politiche di gestione.

http://www.vincenzomessina.com

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